Anno II Numero 253 del 10/09/2010
associazione culturale impegnata nella promozione di studi e ricerche sociali ed economiche

Dove vota la classe creativa

13/06/2006 -- Nuove classi produttive che fondano sulla conoscenza le loro capacità professionali sembrano emergere, in Italia, più chiaramente proprio in quelle regioni e province dove il centro sinistra ha vinto le elezioni politiche.

 

 

 

In un recente articolo pubblicato su Deigma, è stata confutata l’argomentazione secondo cui  le elezioni di aprile avrebbero sancito una divisione qualitativa del voto che attribuiva al centro destra  le aree più produttive del paese e al centro sinistra aree improduttive o imprenditorialmente meno evolute.

L’esame della  distribuzione  del Valore Aggiunto (VA) ai prezzi base (al lordo delle imposte),  grandezza  che consente di apprezzare la crescita del sistema economico provinciale  in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per impieghi finali,  ha evidenziato, infatti,  una capacità di produzione di ricchezza a livello provinciale equamente suddivisa  tra province dove ha vinto  il centro destra (47% del VA) e province nelle quali il Centro sinistra ha ottenuto, invece,  la maggioranza dei voti ( 47,5% del VA).

Nel proseguire il ragionamento sulla supposta divisione qualitativa dell’elettorato in relazione alla capacità economico-produttiva dei territori,  è opportuno analizzare anche la geografia territoriale del voto e contemporaneamente quella della presenza di capitale umano qualificato, atteso che la ricchezza di un sistema produttivo e  la sua crescita necessariamente scaturiscono dalla conoscenza incorporata dalla popolazione attiva e soprattutto da quella componente  più qualificata maggiormente rivolta ala produzione di idee, conoscenze, innovazione.

In particolare è possibile analizzare la geografia territoriale del voto in ragione della consistenza  su base provinciale di quei sostrati di forza lavoro in possesso di titoli di studio più elevati e contemporaneamente impegnati in attività di alto profilo. Per comodità di rappresentazione si può far riferimento ad un sottoinsieme di questo ampio gruppo di forze di lavoro, e in particolare alla cosiddetta “classe creativa” il nuovo ceto produttivo individuato da R. Florida   formato da individui professionalmente impegnati in attività che si basano sostanzialmente sulla capacità di risolvere problemi di natura complessa .

Florida ha ricondotto all’interno di questa categoria piuttosto indistinta quelle professioni inerenti la scienza, l’ingegneria, la ricerca e lo sviluppo, la comunicazione , le industrie tecnologiche, la finanza, ma anche l’arte, la musica,  la cultura ed il design.

Un recente studio sulla presenza di classe creativa in Italia  realizzato da Florida a partire da questa classificazione[1] ha permesso di individuare  le professioni Istat ascrivibili al nuovo gruppo sociale evidenziando tra le categorie creative : imprenditori, dirigenti pubblici o privati, manager, ricercatori,  professionisti ( avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici chimici, professori,musicisti, scrittori e giornalisti) nonché una serie di altre figure professionali impegnate in  altre professioni tecniche ed artistiche ad elevata specializzazione.

La scelta di queste categorie professionali approssima con un livello accettabile tutte quelle attività in grado di promuovere conoscenza e creatività degli individui. Per dare una misura dello spessore di queste componenti rispetto alla forza lavoro italiana  basti pensare che nel nostro paese essa è pari al 21 % della forza lavoro totale (a fronte di livelli compresi tra il 25 ed il 35 % registrati in media dalle economie più avanzate nord americane e nord europee).

L’analisi congiunta dell’ incidenza della classe creativa sul totale degli occupati per provincia con i dati elettorali, fa emergere uno scenario che sembrerebbe non solo confutare la vulgata del centro destra circa una supremazia economico-produttiva delle aree elettoralmente più orientate verso destra,  ma descriverebbe  all’opposto una preferenza del voto a sinistra in quelle  aree in cui è vi è una  maggior densità di occupati qualificati.

Considerando le prime 35 province per incidenza di “classe creativa” si riscontrano, così, ben  23 province nelle quali è  prevalso il centro sinistra (Tab 1) .

Considerando le prime 10  province si evidenza ancora la prevalenza di aree dove ha vinto il centro sinistra (6). 

Anche l’ andamento del voto per provincia in relazione alla presenza di capitale umano qualificato, in senso più tradizionale, mostra un vantaggio a favore del centro sinistra (Tab.2). Nelle 20 province italiane dove la densità di popolazione laureata o con diploma di laurea sul totale dei residenti è più elevata,  si osservano ben 16 province in prevale il voto per il Centro sinistra. Tra le prime 10 province solo 2 province vedono la prevalenza del Centro destra  Milano e Trieste ( rispettivamente al 2° e 4° posto) contro 8 province che hanno visto prevalere il Centro Sinistra  (Roma,  Genova , Bologna,  Firenze, Pescara , Pisa, L’aquila, Parma).

Restando ancora  in questa prospettiva di analisi del voto di aprile e concentrandosi questa volta sulla incidenza dei ricercatori impegnati sia in imprese private che in istituzioni pubbliche come università e centri di ricerca pubblici, sul totale degli occupati  per provincia,  si osserva ancora una volta un orientamento a sinistra prevalente tra le prime 25 province italiane ordinate appunto per densità di ricercatori  (17).  Analogamente ai casi precedenti,  anche  tra le prime 10 province di questa  speciale classifica si registra una netta prevalenza di province orientate sinistra (7 tra cui Roma, Genova, Torino, Trento, Napoli, Sassari e Teramo ) contro 3 che hanno espresso una maggioranza di centro destra (Milano, Trieste e Padova).

La corrispondenza tra densità di classe creativa e predominanza di voto al centro sinistra  ovviamente non implica che i nuovi soggetti possano essere direttamente ascrivibili all’elettorato della sinistra. Il dato che emerge è tuttavia quello di una presenza di nuove classi che fondano sulla conoscenza le loro capacità produttive e lavorative,  proprio in quelle regioni e province dove il centro sinistra sembra in grado di proporre una leadership credibile o dove è comunque in grado di riconquistare periodicamente  la maggioranza dell’elettorato.

Resta, tuttavia,  il fatto che i nuovi soggetti  sociali emergenti che sembrerebbero anche in Italia dar vita alla cosiddetta “classe creativa” fondando il proprio potere di mercato sulla conoscenza prima ancora che sulla disponibilità di capitali,  devono ancora trovare il soggetto in grado di offrire una risposta alle loro esigenze di rappresentanza politica. La destra pur celebrando esplicitamente il proprio radicamento presso i ceti produttivi, sembra guardare soprattutto all’area della provincia Lombarda o all’imprenditoria del Veneto concentrata su filiere manifatturiere tradizionali nelle quali la domanda di lavoro si indirizza verso profili professionali che presuppongono bassi titoli di studio e dove l’innovazione sembra  misurarsi, più che altro, in termini di capacità di avviare processi di delocalizzazione produttiva all'estero. 

Il centrosinistra  dal canto suo deve ancora riuscire a misurarsi con questa nuova classe comprendendone istanze, bisogni e aspettative, ma questo forse è un compito che spetterà al nuovo partito democratico.

Mauro di Giacomo

Tab 1   Voti  per schieramento e  Incidenza classe creativa  sul totale delle forze di lavoro per Provincia – Prime 35 Province

Rank

Città
% classe creativa
Voti CS
% Voti CS
Schier. Vincente
1
Roma
24.62%
1.379.527
52,269
 
2
Genova
23.99%
346.812
57,771
 
3
Trieste
23.63%
76.500
48,35%
 
4
Napoli
23.38%
948.016
52,41%
 
5
Bologna
23.26%
433.176
63,49%
 
6
Pescara
23.24%
109.940
53,31%
 
7
Firenze
22.87%
450.607
67,03%
 
7
Milano
22.87%
971.837
47,54%
 
9
Palermo
22.52%
289.510
40,82%
 
10
Messina
22.51%
144.447
37,67%
 
11
Pisa
22.32%
174.597
62,74%
 
12
Reggio C.
22.24%
160.943
51,34%
 
13
L’Aquila
22.23%
99.366
49,35%
 
14
Salerno
22.18%
320.921
46,45%
 
15
Catania
22.09%
226.570
35,88%
 
16
Terni
22.04%
90.465
58,02%
 
17
Rimini
21.85%
109.961
55,27%
 
18
Cosenza
21.80%
250.133
58,98%
 
19
Perugia
21.61%
246.942
57,35%
 
20
Padova
21.54%
253.454
41,27%
 
21
Parma
21.54%
153.374
54,11%
 
22
Siena
21.44%
123.664
67,31%
 
23
Catanzaro
21.40%
117.601
55,32%
 
24
Savona
21.36%
96.012
49,29%
 
25
Avellino
21.13%
161.469
59,04%
 
26
Crotone
20.91%
55.579
63,50%
 
27
Cagliari
20.86%
173.853
49,59%
 
28
Isernia
20.75%
25.553
44,29%
 
29
Massa C
20.73%
78.982
57,75%
 
30
Caserta
20.71%
243.025
46,68%
 
31
La Spezia
20.66%
87.789
56,76%
 
32
Ancona
20.62%
187.771
60,24%
 
33
Livorno
20.57%
159.540
67,00%
 
34
Lucca
20.53%
132.231
50,97%
 
35
Agrigento
20.51%
117.388
47,35%
 

Fonte : Elaborazione Deigma su dati Creativity Group Europe e Ministero degli Interni


 

 
Tab 2   Classifica delle prime 25 province italiane per Incidenza laureati e diplomati Un. sul totale dei residenti


 

 
 
Città
Schieramento  vincente
Rank
Roma
CS 
1
Bologna
CS
2
Milano
CD 
3
Trieste
CD
4
Genova
CS
5
Firenze
CS
6
Pescara
CS
7
Parma
CS
8
Pisa
CS
9
L’Aquila
CS
10
Siena
CS
11
Ancona
CS
11
Perugia
CS13
Messina
CD
14
Padova
CD
15
Torino
CS
16
Pesaro-U.
CS
17
Cosenza
CS
18
Pavia
CD
19
Terni
CS
20
Rimini
CS 
21
Gorizia
CS
22
Piacenza
CD
23
Ravenna
CS
24
Savona
CD
25

Fonte : Elaborazione Deigma su dati Creativity Group Europe e Ministero degli Interni

 
Tab 3   Classifica delle prime 25 province italiane per Incidenza dei ricercatori sul totale degli occupati 

Città

Schieramento  vincente
Rank
 
Roma
 CS1
Trieste
 CD2
Genova
 CS3
Torino
 CS4
Trento
 CS5
Milano
 CD6
Napoli
 CS7
Palermo
 CD8
Sassari
 CS9
Teramoi
 CS10
Bologna
 CS11
Firenze
 CS12
Padova
 CD13
Matera
 CS14
Cagliari
 CS15
Caserta
 CS16
Perugia
 CS17
Imperia
 CD18
Catania
 CS19
Brescia
 CD20
Lodi
 CD21
Pisa
 CS22
Siena
 CS23
L’Aquila
 CS24
Parma
 CS24
Fonte : Elaborazione Deigma su dati Creativity Group Europe e Ministero degli Interni   


[1] Cfr Global Creativity Index r.Florida “The Flight of the creative class
 
 


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