Dove vota la classe creativa
13/06/2006 -- Nuove classi produttive che fondano sulla conoscenza le loro capacità professionali sembrano emergere, in Italia, più chiaramente proprio in quelle regioni e province dove il centro sinistra ha vinto le elezioni politiche.
In un recente articolo pubblicato su Deigma, è stata confutata l’argomentazione secondo cui le elezioni di aprile avrebbero sancito una divisione qualitativa del voto che attribuiva al centro destra le aree più produttive del paese e al centro sinistra aree improduttive o imprenditorialmente meno evolute.
L’esame della distribuzione del Valore Aggiunto (VA) ai prezzi base (al lordo delle imposte), grandezza che consente di apprezzare la crescita del sistema economico provinciale in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità per impieghi finali, ha evidenziato, infatti, una capacità di produzione di ricchezza a livello provinciale equamente suddivisa tra province dove ha vinto il centro destra (47% del VA) e province nelle quali il Centro sinistra ha ottenuto, invece, la maggioranza dei voti ( 47,5% del VA).
Nel proseguire il ragionamento sulla supposta divisione qualitativa dell’elettorato in relazione alla capacità economico-produttiva dei territori, è opportuno analizzare anche la geografia territoriale del voto e contemporaneamente quella della presenza di capitale umano qualificato, atteso che la ricchezza di un sistema produttivo e la sua crescita necessariamente scaturiscono dalla conoscenza incorporata dalla popolazione attiva e soprattutto da quella componente più qualificata maggiormente rivolta ala produzione di idee, conoscenze, innovazione.
In particolare è possibile analizzare la geografia territoriale del voto in ragione della consistenza su base provinciale di quei sostrati di forza lavoro in possesso di titoli di studio più elevati e contemporaneamente impegnati in attività di alto profilo. Per comodità di rappresentazione si può far riferimento ad un sottoinsieme di questo ampio gruppo di forze di lavoro, e in particolare alla cosiddetta “classe creativa” il nuovo ceto produttivo individuato da R. Florida formato da individui professionalmente impegnati in attività che si basano sostanzialmente sulla capacità di risolvere problemi di natura complessa .
Florida ha ricondotto all’interno di questa categoria piuttosto indistinta quelle professioni inerenti la scienza, l’ingegneria, la ricerca e lo sviluppo, la comunicazione , le industrie tecnologiche, la finanza, ma anche l’arte, la musica, la cultura ed il design.
Un recente studio sulla presenza di classe creativa in Italia realizzato da Florida a partire da questa classificazione[1] ha permesso di individuare le professioni Istat ascrivibili al nuovo gruppo sociale evidenziando tra le categorie creative : imprenditori, dirigenti pubblici o privati, manager, ricercatori, professionisti ( avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, medici chimici, professori,musicisti, scrittori e giornalisti) nonché una serie di altre figure professionali impegnate in altre professioni tecniche ed artistiche ad elevata specializzazione.
La scelta di queste categorie professionali approssima con un livello accettabile tutte quelle attività in grado di promuovere conoscenza e creatività degli individui. Per dare una misura dello spessore di queste componenti rispetto alla forza lavoro italiana basti pensare che nel nostro paese essa è pari al 21 % della forza lavoro totale (a fronte di livelli compresi tra il 25 ed il 35 % registrati in media dalle economie più avanzate nord americane e nord europee).
L’analisi congiunta dell’ incidenza della classe creativa sul totale degli occupati per provincia con i dati elettorali, fa emergere uno scenario che sembrerebbe non solo confutare la vulgata del centro destra circa una supremazia economico-produttiva delle aree elettoralmente più orientate verso destra, ma descriverebbe all’opposto una preferenza del voto a sinistra in quelle aree in cui è vi è una maggior densità di occupati qualificati.
Considerando le prime 35 province per incidenza di “classe creativa” si riscontrano, così, ben 23 province nelle quali è prevalso il centro sinistra (Tab 1) .
Considerando le prime 10 province si evidenza ancora la prevalenza di aree dove ha vinto il centro sinistra (6).
Anche l’ andamento del voto per provincia in relazione alla presenza di capitale umano qualificato, in senso più tradizionale, mostra un vantaggio a favore del centro sinistra (Tab.2). Nelle 20 province italiane dove la densità di popolazione laureata o con diploma di laurea sul totale dei residenti è più elevata, si osservano ben 16 province in prevale il voto per il Centro sinistra. Tra le prime 10 province solo 2 province vedono la prevalenza del Centro destra Milano e Trieste ( rispettivamente al 2° e 4° posto) contro 8 province che hanno visto prevalere il Centro Sinistra (Roma, Genova , Bologna, Firenze, Pescara , Pisa, L’aquila, Parma).
Restando ancora in questa prospettiva di analisi del voto di aprile e concentrandosi questa volta sulla incidenza dei ricercatori impegnati sia in imprese private che in istituzioni pubbliche come università e centri di ricerca pubblici, sul totale degli occupati per provincia, si osserva ancora una volta un orientamento a sinistra prevalente tra le prime 25 province italiane ordinate appunto per densità di ricercatori (17). Analogamente ai casi precedenti, anche tra le prime 10 province di questa speciale classifica si registra una netta prevalenza di province orientate sinistra (7 tra cui Roma, Genova, Torino, Trento, Napoli, Sassari e Teramo ) contro 3 che hanno espresso una maggioranza di centro destra (Milano, Trieste e Padova).
La corrispondenza tra densità di classe creativa e predominanza di voto al centro sinistra ovviamente non implica che i nuovi soggetti possano essere direttamente ascrivibili all’elettorato della sinistra. Il dato che emerge è tuttavia quello di una presenza di nuove classi che fondano sulla conoscenza le loro capacità produttive e lavorative, proprio in quelle regioni e province dove il centro sinistra sembra in grado di proporre una leadership credibile o dove è comunque in grado di riconquistare periodicamente la maggioranza dell’elettorato.
Resta, tuttavia, il fatto che i nuovi soggetti sociali emergenti che sembrerebbero anche in Italia dar vita alla cosiddetta “classe creativa” fondando il proprio potere di mercato sulla conoscenza prima ancora che sulla disponibilità di capitali, devono ancora trovare il soggetto in grado di offrire una risposta alle loro esigenze di rappresentanza politica. La destra pur celebrando esplicitamente il proprio radicamento presso i ceti produttivi, sembra guardare soprattutto all’area della provincia Lombarda o all’imprenditoria del Veneto concentrata su filiere manifatturiere tradizionali nelle quali la domanda di lavoro si indirizza verso profili professionali che presuppongono bassi titoli di studio e dove l’innovazione sembra misurarsi, più che altro, in termini di capacità di avviare processi di delocalizzazione produttiva all'estero.
Il centrosinistra dal canto suo deve ancora riuscire a misurarsi con questa nuova classe comprendendone istanze, bisogni e aspettative, ma questo forse è un compito che spetterà al nuovo partito democratico.
Mauro di Giacomo
Tab 1 Voti per schieramento e Incidenza classe creativa sul totale delle forze di lavoro per Provincia – Prime 35 ProvinceRank | Città | % classe creativa | Voti CS | % Voti CS | Schier. Vincente |
| 1 | Roma | 24.62% | 1.379.527 | 52,269 | |
| 2 | Genova | 23.99% | 346.812 | 57,771 | |
| 3 | Trieste | 23.63% | 76.500 | 48,35% | |
| 4 | Napoli | 23.38% | 948.016 | 52,41% | |
| 5 | Bologna | 23.26% | 433.176 | 63,49% | |
| 6 | Pescara | 23.24% | 109.940 | 53,31% | |
| 7 | Firenze | 22.87% | 450.607 | 67,03% | |
| 7 | Milano | 22.87% | 971.837 | 47,54% | |
| 9 | Palermo | 22.52% | 289.510 | 40,82% | |
| 10 | Messina | 22.51% | 144.447 | 37,67% | |
| 11 | Pisa | 22.32% | 174.597 | 62,74% | |
| 12 | Reggio C. | 22.24% | 160.943 | 51,34% | |
| 13 | L’Aquila | 22.23% | 99.366 | 49,35% | |
| 14 | Salerno | 22.18% | 320.921 | 46,45% | |
| 15 | Catania | 22.09% | 226.570 | 35,88% | |
| 16 | Terni | 22.04% | 90.465 | 58,02% | |
| 17 | Rimini | 21.85% | 109.961 | 55,27% | |
| 18 | Cosenza | 21.80% | 250.133 | 58,98% | |
| 19 | Perugia | 21.61% | 246.942 | 57,35% | |
| 20 | Padova | 21.54% | 253.454 | 41,27% | |
| 21 | Parma | 21.54% | 153.374 | 54,11% | |
| 22 | Siena | 21.44% | 123.664 | 67,31% | |
| 23 | Catanzaro | 21.40% | 117.601 | 55,32% | |
| 24 | Savona | 21.36% | 96.012 | 49,29% | |
| 25 | Avellino | 21.13% | 161.469 | 59,04% | |
| 26 | Crotone | 20.91% | 55.579 | 63,50% | |
| 27 | Cagliari | 20.86% | 173.853 | 49,59% | |
| 28 | Isernia | 20.75% | 25.553 | 44,29% | |
| 29 | Massa C | 20.73% | 78.982 | 57,75% | |
| 30 | Caserta | 20.71% | 243.025 | 46,68% | |
| 31 | La Spezia | 20.66% | 87.789 | 56,76% | |
| 32 | Ancona | 20.62% | 187.771 | 60,24% | |
| 33 | Livorno | 20.57% | 159.540 | 67,00% | |
| 34 | Lucca | 20.53% | 132.231 | 50,97% | |
| 35 | Agrigento | 20.51% | 117.388 | 47,35% | |
Fonte : Elaborazione Deigma su dati Creativity Group Europe e Ministero degli Interni
Tab 2 Classifica delle prime 25 province italiane per Incidenza laureati e diplomati Un. sul totale dei residenti
| | |
| Città | Schieramento vincente | Rank |
| Roma | CS | 1 |
| Bologna | CS | 2 |
| Milano | CD | 3 |
| Trieste | CD | 4 |
| Genova | CS | 5 |
| Firenze | CS | 6 |
| Pescara | CS | 7 |
| Parma | CS | 8 |
| Pisa | CS | 9 |
| L’Aquila | CS | 10 |
| Siena | CS | 11 |
| Ancona | CS | 11 |
| Perugia | CS | 13 |
| Messina | CD | 14 |
| Padova | CD | 15 |
| Torino | CS | 16 |
| Pesaro-U. | CS | 17 |
| Cosenza | CS | 18 |
| Pavia | CD | 19 |
| Terni | CS | 20 |
| Rimini | CS | 21 |
| Gorizia | CS | 22 |
| Piacenza | CD | 23 |
| Ravenna | CS | 24 |
| Savona | CD | 25 |
Fonte : Elaborazione Deigma su dati Creativity Group Europe e Ministero degli Interni
Tab 3 Classifica delle prime 25 province italiane per Incidenza dei ricercatori sul totale degli occupati
Città | Schieramento vincente | Rank |
| Roma | CS | 1 |
| Trieste | CD | 2 |
| Genova | CS | 3 |
| Torino | CS | 4 |
| Trento | CS | 5 |
| Milano | CD | 6 |
| Napoli | CS | 7 |
| Palermo | CD | 8 |
| Sassari | CS | 9 |
| Teramoi | CS | 10 |
| Bologna | CS | 11 |
| Firenze | CS | 12 |
| Padova | CD | 13 |
| Matera | CS | 14 |
| Cagliari | CS | 15 |
| Caserta | CS | 16 |
| Perugia | CS | 17 |
| Imperia | CD | 18 |
| Catania | CS | 19 |
| Brescia | CD | 20 |
| Lodi | CD | 21 |
| Pisa | CS | 22 |
| Siena | CS | 23 |
| L’Aquila | CS | 24 |
| Parma | CS | 24 |
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