Anno II Numero 63 del 04/03/2009
associazione culturale impegnata nella promozione di studi e ricerche sociali ed economiche

Infrastrutture

22/09/2006: POLITICA DEI TRASPORTI: DUE O TRE COSE DA FARE SUBITO.

(articolo pubblicato su “Carta etc.” luglio-agosto 2006)

I trasporti si trovano in una situazione per certi versi paradossale. E’ infatti a tutti noto che gli spostamenti di persone e cose generano rilevantissimi danni ambientali, sanitari, sociali e persino economici. Allo stesso tempo sono ormai nella disponibilità dei decisori pubblici e privati le soluzioni tecniche e organizzative che consentirebbero di avere un sistema di trasporti decisamente migliore. Eppure nulla di significativo accade:

22/09/2006: LA GLOBALIZZAZIONE E L’ATTRAVERSAMENTO DELLE ALPI: OPZIONI ALTERNATIVE DI POLITICA DEI TRASPORTI - di Gerardo Marletto

L’articolo assume lo scenario di crescita dei flussi globali di trasporto e, in particolare, la crescita dei flussi Far-EastàEuropa attraverso il Mediterraneo. A partire da tale scenario di crescita delinea tre opzioni alternative di politica dei trasporti, di cui evidenzia i riferimenti di teoria economica ed illustra gli interventi che ne derivano, con particolare riferimento alla questione dell’attraversamento delle Alpi. a). L’opzione dello sviluppo. Punta a candidare l’Italia come “piattaforma logistica” al servizio dei flussi Far-EastàEuropa, per sfruttare le opportunità di reddito e di occupazione che ne deriverebbero. Assegna particolare rilevanza allo sviluppo della capacità dei porti e alla loro integrazione nelle reti fondamentali, nazionali ed europee. Ne deriva tra l’altro la necessità di costruire nuove maglie ferroviarie e stradali di attraversamento delle Alpi. Un’azione di marketing territoriale per l’attrazione di investimenti esteri nel settore della logistica completa questa prima opzione. b). L’opzione dello sviluppo sostenibile. Assume dall’opzione precedente la considerazione della posizione geografica italiana come opportunità di sviluppo. Punta però a ridurne gli effetti ambientali negativi, con particolare riferimento alla protezione dell’ambiente alpino. Strumenti tipici di tale opzione sono:

  • la dissuasione con strumenti economici del trasporto stradale di attraversamento delle Alpi,
  • la preferenza per l’ammodernamento e la costruzione di infrastrutture di trasporto ferroviario,
  • la promozione del trasporto intermodale e della logistica moderna. c). L’opzione della decrescita. Parte dalla considerazione delle Alpi come bene comune non riconducibile in alcun modo al mercato e dalla considerazione esplicita della sua limitata capacità di carico (carrying capacity). Ne deriva l’orientamento alla dissuasione del traffico di attraversamento e, di conseguenza, l’opposizione alla costruzione e al potenziamento delle grandi opere di corridoio. Corollario rilevante è la promozione della “logistica del ciclo corto”, capace cioè di rendere economicamente sostenibile il consumo di beni prodotti localmente. L’articolo si conclude analizzando gli elementi critici di ciascuna opzione e individuando le questioni meritevoli di ulteriore approfondimento.

(relazione presentata alla VII Riunione scientifica della Società italiana degli economisti dei trasport; Trieste, 29 giugno – 1 luglio 2006)

22/09/2006: Nuovo ciclo della domanda, vecchi problemi per il trasporto urbano - di Carlo Carminucci

Tornano a crescere i consumi di mobilità ma il trasporto pubblico non riesce ad intercettare le nuove opportunità di mercato l’automobile è sempre più monopolista nelle scelte modali dei cittadini, in particolare nei piccoli centri; peggiora vistosamente la soddisfazione per i mezzi pubblici, soprattutto nelle grandi aree urbane c’è un’adesione meno entusiastica delle comunità urbane verso le politiche a favore della mobilità sostenibile.

14/12/2005: Scenari per una nuova industria nazionale del software e dei contenuti digitali - di Mauro Di Giacomo

Nell’economia dell’informazione digitalizzata le grandi imprese mondiali in posizione dominante sui mercati, dopo quasi tre decenni di espansione continua e dopo aver raggiunto posizioni di monopolio “naturale”, si trovano oggi a competere in nuovo ecosistema produttivo formato da network di lavoratori individuali, Pmi e soggetti non imprenditoriali come i centri di ricerca, le università. Si tratta di reti estese ed innovative, capaci di sviluppare nuove ed efficaci strategie di condivisione della conoscenza e di realizzare grazie alle tecnologie Ict, efficienti strategie di cooperazione per lo sviluppo di prodotti digitali assai competitivi. Ma L'italia è ancora indietro..


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